“Or incomincian le dolenti note a farmisi sentire…”

Non so a casa vostra, ma da me c’è proprio una guerra sul caffè…e per eliminare la plastica ho dovuto lottare a denti stretti!

Io non sono una gran bevitrice di caffè a casa, prendo l’espresso al bar e il caffè della moka se sono in compagnia dopo una mangiata a casa…ma a volte evito anche quello se è in sereta. Comunque sì! mi piace la moka. Come è possibile diverso? Ha una forma bellissima, una meccanica perfetta…un susseguirsi di suoni inconfondibili, dall’acqua che scorre, all’accensione del gas, a quel gorgoglio che cresce mentre diffonde il profumo…Ragazzi! La moka è pura poesia! Poi ognuno la sa fare meglio degli altri: ‘a muntagnella, la quantità d’acqua, la pressione a cui piace, più forte meno forte…”no! nella mia ci va meno acqua se no esce” “nella mia oltre la valvola se no non ne fa abbastanza”…la moka si fa con metodo, ha le sue singole caratteristiche e, per amore del caffè, ognuno conosce la propria moka.

Simone ha sempre dovuto alzarsi e farsi il caffè mattutino, per tanti anni con la moka (e fin qui tutto bene) poi….si è fissato con le cialde, distruggendo centinaia di anni di cultura del caffè e omologandosi a questa diffusione delle macchinette a cialde… un disastro! Ma poi perchè le cialde hanno avuto così tanto successo anche in Italia? Capisico (ma non condivido) all’estero, chi aveva piacere di un caffè in casa ad un prezzo decente abbia optato per la cialda…non ha la cultura della moka, è abituato al litro di caffè, è oggettivamente un prodotto con un certo appeal oltre frontiera. Ma in Italia? Perchè si fa velocemenete o perchè lo pubblicizzava Clooney e la casalinga svalvolava? Non bastavano le macchinette da espresso casalinghe già esistenti? Sporcano?…Non capisco! E pensare che sono circa 10 miliardi quelle vendute ogni anno nel mondo, che generano 120 mila tonnellate di rifiuti. I volumi di vendita crescono vertiginosamente, ma resta aperto il nodo dello smaltimento (le capsule, realizzate in plastica e in alluminio, possono richiedere fino a 500 anni per essere smaltite e a riciclarle sono in pochi).

La macchinetta a cialde che si era accozzata in casa mia è la Dolce Gusto che ha cialde piuttosto grandi e in plastica. Volendo io cercare di evitare questo tipo di rifiuto, le cialde erano proprio la produzione quotidiana di plastica più grande. Litigi su litigi su litigi ma questa macchinetta non voleva proprio farla uscire da casa. Non erano sufficienti i quintali di “morti” che accumulavo apposta in un secchiello a parte perchè a fine settimana vedesse quanta plastica produceva! Dopo diversi mesi sono riuscita a convincerlo ad evitarsi le cialde e tornare alla buona vecchia moka, acquistare l’Illi caffè in latta e farmi tanto felice…lui però non lo era per nulla. La questione delle cialde proprio non la reggeva pur rendendosi conto del volume di rifiuto plastico che faceva ogni giorno.

Abbiamo iniziato a cercare e trovato una buona soluzione per far felici entrambi: le cialde ricaricabili! Proprio così! fantastiche. Dapprima, per provare, visti i costi, ne abbiamo prese una confezione da tre in plastica rigida riutilizzabili all’infinito (15€ circa) e ora aspettiamo quella in acciaio (25€ circa)! Le cialde sono garantite 10 anni, si ricaricano con il caffè normale, quindi va bene quello che utilizzate per moka…fa anche una bella schiumetta tipo espresso!

Convinti che il tipo di caffè con cui le si ricarica incida molto sul tipo di caffè, abbiamo iniziato una nuova ricerca “di gusto”; così si è tornati ad acquistare il caffè in grani in torrefazione (caspita ma quanto costa meno??? quello al supermercato è un furto!) scegliere le miscele e portarlo a casa, in una bel barattolone in frigorigero…quando lo si apre è un viaggio meraviglioso! Poi, la mia mamma ci ha gentilmente regalato un macina caffè, in modo da poter provare diverse tipologie di grana, più fina o meno, che possa andar meglio per il caffè in cialda di Simone.

Qualcuno di voi penserà “Tutto questo casino, quando sarebbe bastato farsi la moka!”. Ebbene sì! Per noi, rinunciare alla plastica non vuol dire rinunciare ad ogni comodità, ma riaffrontare il determinato problema trovando una soluzione alternativa. Senza cercar di risolvere le richieste di Simo, non saremmo probabilmente tornati al caffè in grani e al riscoprire il piacere delle torrefazione! Detto questo, quando vengono ospiti continiuamo con la maxi moka, ma quando Simone si sveglia, nessuno gli nega più un caffè in cialda….ricaricabile!

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