La storia inizia così: Simone ed io, fino ai 25 anni, abbiamo vissuto in cintura, lui verso le Valli di Lanzo e io tra basso Canavese e precollina.

In casa si è sempre bevuta acqua del rubinetto, perchè oggettivamente buonissima! Giusto i miei familiari, abituati all’acqua frizzante, si fornivano con vuoto a rendere in vetro.

Quando ci siamo trasferiti a Torino, nel 2011, siamo letteralmente impazziti! Ben consapevoli che l’acqua del comune di Torino sia tra le migliori d’Italia, assolutamente potabile e blah blah ma…nella nostra zona, a San Salvario, non so se per le tubature vecchie, se l’acquedotto o vattelapesca…era ORRENDA!! Vi giuro, un odore tipo fogna, sempre opaca e con residuo rossiccio!!

…abbiamo provato a berla, a dire che ci saremo abituati, ma non ci siamo riusciti! 😦

Così abbiamo acquistato una caraffa di quelle con i carboni… ma, a dirvi il vero, anche quella è stata un fallimento! Noi beviamo davvero molto durante il giorno e quella caraffa era sempre vuota! Poi ricaricala, aspetta il tempo che venga filtrata….insomma: non faceva al caso nostro!

Senza rendercene conto, un po’ per pigrizia di pensiero, un po’ per comodità fisica (il Banglamarket a 2 mt dal portone di casa!), per circa 2 anni abbiamo continuato a comprare acqua in bottiglie di plastica… consumandone 5 casse la settimana siamo arrivati a 30 bottiglie di plastica da 1,5lt da buttare ogni 7 giorni…un sacco enorme, Vi assicuro!

Per fortuna, ad un tratto, non potevamo più vedere quel disastro! Ci siamo confrontati ed eravamo entrambi dell’idea che fosse necessario trovare una soluzione per evitare quella mole di rifiuti!! Abbiamo valutato diverse soluzioni, per non costringerci a bere acqua che proprio non ci piaceva:

  • vuoto a rendere
  • ricaricare le bottiglie ai punti Smat
  • osmosi inversa
  • addolcimento con resine o a scambio ionico (mi pare si chiamasse così!)
  • filtraggio fisico

Ebbene, sono tutte valide, ma specialmnete i filtraggi per osmosi o scambio ionico sono piuttosto cari nel montaggio di un impianto casalingo…diciamo che, a mio parere, sono più adatte ai ristoranti (quelli dove vedete bottiglie con etichette di acqua filtrata!) D’altro canto, per il punto Smat avremmo dovuto organizzarci con cestelli e carrellino…Simone non aveva alcuna intenzione di darmi una mano!

Alla fine abbiamo optato per una soluzione pratica, che eliminasse semplicemente quel gusto poco gradevole: un filtro per rubinetto a carboni della Brita. Questo filtro funziona per porosità, trattenendo clorati, pesticidi e trialometani, ma non purifica l’acqua da batteri, calcio e nitrati! Quindi è da considerarsi un filtro basilare e non un purificatore d’acqua. Per chi vive in zone in cui l’acqua è di per se potabile è più che sufficiente. State attenti comunque! Esattamente come le caraffe a carboni, bisogna cambiare il filtro ogni 3 mesi circa perchè al suo interno aumenta la proliferazione batterica; quindi, non cambiandolo, andreste a rendere pericolosa dell’acqua che in relatà non lo sarebbe! Il dispositivo che abbiamo scelto noi ha una lucina che si illumina di verde, giallo e poi rosso quando è ora di essere cambiato. Un filtro dura circa 1200lt.

Ma facciamo un po’ di calcoli!

1200 lt corrispondono a 800 bottiglie di plastica da 1,5 lt, quindi a 133 casse da 1,50€/cad = 200€ . Noi beviamo circa 2000 lt/anno (tra quelle che compri fuori durante la giornata, le cene con amici ecc..), ovvero 1333 bottiglie di plastica da 1,5 lt per un totale di circa 330€.

1 filtro per 1200 lt costa 17€/cad e si cambia circa ogni 3/4 mesi. Quindi in un anno ora spendiamo 60€ a fronte di 330€ circa. Ma la cosa più importante è che non produciamo più 1333 bottiglie di plastica all’anno, senza contare quelle prese al lavoro, in giro…da anni abbiamo la nostra borraccia sempre carica di acqua fresca! Ma poi, volete mettere quanto è bello a tavola avere l’eleganza del vetro piuttosto che plastica??? Il filtro si può facilmente dividere tra parte plastica e organica per essere reciclato.

Con questi calcoli ho anche fatto cambiare abitudini alla mia famiglia! Da quando tutti i figli sono usciti di casa, i miei genitori avevano smesso di ordinare il vuoto a rendere ed erano passati alle casse d’acqua al supermercato. Per fortuna, da circa un anno, mia mamma ha trovato un compromesso acquistando un gasatore d’acqua. Non si spacca più la schiena a portare le casse sulle scale, ha sempre acqua a disposizione e non fa più bottiglie di plastica come rifiuto!

Quindi ragazzi, noi l’abbiamo risolta così! Mi auguro che la maggior parte di voi non abbia neanche questo problema e che viva in una zona in cui l’acqua sia buonissima e si eviti anche questa spesa e questo attrezzo!

Per chi invece fosse ancora fermo alle bottiglie di plastica, magari saremo di stimolo per cambiare. Le alternative ci sono, e sono per tutti i gusti!

Se 20 persone come noi smettessero domani di acquistare acqua in bottiglia, in un anno produrremo oltre 10mila bottiglie di plastica in meno…pensateci!

#brita #acquadelrubinetto #acquapubblica #noplastic #plasticfree #reducerecycle #nodisposable #turingreen

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2 risposte a “PRIMA MISSIONE: ELIMINARE LE BOTTIGLIE DI PLASTICA!”

  1. Silvia Zatteri

    Ciao, noi sono ormai più di 10 anni che utilizziamo il servizio Bevi Comodo, che ci porta le casse d’acqua nelle bottiglie di vetro, quindi vuoto a rendere e sicuramente più salutare della plastica!

    Rispondi
    • hyaenadesign

      Ciao Silvia!!!
      Che bello sentirti!! Sì, anche il vuoto a rendere è un buon modo, specie per chi non vuole rinunciare ad acqua frizzante o altre bibite! Infatti lo consiglio soprattutto a chi beve birra o organizza una festa, magari per bambini, e proprio non riesce a rinunciare ad altre bibite! Peccato che in Italia non sia normale comprare vetro con vuoto a rendere anche nei supermercati! Speriamo si mettano più servizi per invogliare le persone a cambiare e abbandonare la plastica!
      Intanto un saluto!
      Grazie per il tuo contributo alla causa! 🙂

      Rispondi

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